Il Logos del Museo del Sigillo di La Spezia, ordinatomi  e non ritirato
 

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  Mi chiamo    Luciano Mario Rossi,  sono uno scultore-orafo ed incisore di pietre dure e lavoro ed abito a Firenze. Il mio sito è a  questo indirizzo:  www.glyptics.com .

Un mio amico di La Spezia mi portò a visitare il Museo del Sigillo nel 2002, e constatai che alcuni locali del museo erano adibiti a mostre di artisti emergenti (in quel periodo vi era una mostra di fotografie), e pertanto tornato a Firenze telefonai successivamente alla direzione del Museo per proporre una piccola mostra dei miei lavori di glittica e di oreficeria, e diedi l' indirizzo del mio sito internet e la Direttrice del museo, signora Rozzi mi fissò poi un appuntamento presso il museo per la fine di ottobre 2002, ma all' appuntamento lei non c'era e dopo mezz'ora venne il signor Capellini il quale visionò i miei lavori, si complimentò dei  medesimi, e mi ordinò due sigilli in pietra dura del logos del museo, uno con la scritta intorno ed uno senza, ribadendo più volte che non faceva una questione di prezzo, e successivamente mi richiamò per chiedermi di tornare a La Spezia per darmi alcune sue agate naturali che aveva trovato per fare i sigilli. Dissi che ne stavo finendo uno che gli portai nel novembre 2002. La mattina che andai nella sua galleria a portarglielo era nervoso perchè a quanto capii la moglie stava male e lui non riusciva a contattare per telefono una clinica ove ricoverarla.

Gli mostrai il sigillo, e prima di chiedermi il prezzo telefonò in mia presenza alla direttrice del Museo per sentire se il comune avrebbe potuto pagare il sigillo.Il Comune non lo pagava. Il sig Capellini comunque ribadì per telefono alla Rozzi che il sigillo me lo aveva ordinato lui e lo avrebbe pagato lui. Riattaccò il telefono e mi chiese il prezzo. Gli dissi 240 euro compreso iva. Era, ritengo, un prezzo simbolico che appena mi ripaga della pietra e del tempo per portarglielo a La Spezia.

Trattò con disprezzo il lavoro,e dicendo che era caro gettò il sigillo sul tavolo facendolo rimbalzare nella mia direzione, riacciuffandolo poi subito con entrambe le mani perchè non andasse in terra.

Me ne tornai a Firenze, ma successivamente, risultate inutili le raccomandate inviate al Capellini, mi sono rivolto al Giudice di pace per ottenere il pagamento del mio lavoro.

Ma dal giudice di pace ho avuto un trattamento ancora peggiore.

(Il seguito in preparazione)

TESTO DELLA DENUNCIA PRESENTATA IL 16 MARZO 2004:
 
TESTO DELLA SUCCESSIVA DENUNCIA-QUERELA DEL 31 MARZO 2004:
 

All 2) Attestazione del Tribunale di cui al documento precedente-( attestante la archiviazione in data 29 febbraio 1988 della mia denuncia del luglio 1987 -di cui al documento precedente- e ciò dopo pochissimi giorni che che mi si annichilì con la aggressione del 8 Febb 88 che mi ha causò la estrazione dello occhio destro, mi si annichilì per farmi desistere a chiedere accertamenti sui fatti denunciati. Individuai uno dei due aggressori nel figlio del mio inquilino che abitava in Via dei Vanni 45,ove mi sono poi trasferito. Il giudice Paparo, uno dei due giudici da me denunciati, mi risulta che in quel periodo abitava a piano terra di Via dei Vanni 45.Di tanto in tanto ancora arriva sporadicamente della pubblicità intestata a suo nome.

Anche il fascicolo relativo alla denuncia della aggressione (denuncia che presentai al carabiniere Baldecchi del Comando CC di Borgoognissanti a Firenze in data 3 marzo 1988) da me richiesta lo scorso anno, non si rinviene):

 
RISPOSTA AVUTA DAL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA: